I Semi del Rispetto nelle scuole della Brianza: UNAVI al lavoro con istituzioni e comunità educante

I Semi del Rispetto nelle scuole della Brianza: UNAVI al lavoro con istituzioni e comunità educante

Ci sono parole che, se restano nei convegni, non cambiano nulla. Rispetto è una di queste. Per diventare utile, deve entrare nei luoghi in cui si cresce, si impara a stare con gli altri, si riconoscono i primi segnali di disagio e si costruisce la fiducia necessaria per chiedere aiuto.

È con questo obiettivo che UNAVI, Unione Nazionale Vittime, ha preso parte lunedì 25 maggio 2026, presso la Provincia di Monza e della Brianza, alla presentazione del progetto “SponsorizziAMO la Brianza”, iniziativa promossa dalla Provincia insieme all’Ufficio Scolastico Territoriale di Monza e Brianza, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

La giornata ha rappresentato anche un passaggio importante per “I Semi del Rispetto in Tour”, il progetto educativo e sociale che UNAVI e ASPERA stanno portando nei territori per promuovere prevenzione, ascolto, consapevolezza e cultura del rispetto.

UNAVI a Monza per portare I Semi del Rispetto nelle scuole

All’incontro erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Monza e della Brianza Luca Santambrogio, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Elena Centemero e il consigliere provinciale Giuseppe Azzarello.

Per UNAVI e ASPERA hanno partecipato la presidente Paola Radaelli e Francesca Giarmoleo, segretario nazionale di ASPERA e coordinatrice Lombardia di UNAVI.

La Provincia di Monza e della Brianza è la prima Provincia ad aver siglato l’accordo per il progetto “I Semi del Rispetto in Tour”. Un passaggio che non ha solo un valore simbolico, ma apre la strada a una collaborazione strutturata con il mondo scolastico e istituzionale del territorio.

Nei prossimi giorni saranno definiti, insieme alla dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, dottoressa Elena Centemero, i passaggi necessari per l’attivazione del progetto all’interno delle scuole, con l’obiettivo di costruire percorsi concreti rivolti agli studenti, ai docenti e alla comunità educante.

Perché parlare di rispetto a scuola significa fare prevenzione

Portare nelle scuole un progetto sul rispetto non significa aggiungere un tema al calendario delle attività. Significa dare ai ragazzi parole, riferimenti e occasioni di confronto per riconoscere comportamenti sbagliati, comprendere il peso delle relazioni, chiedere aiuto quando serve e imparare a rispettare sé stessi e gli altri.

La presenza di UNAVI in un contesto dedicato alla collaborazione tra istituzioni, scuola, imprese e Terzo Settore conferma una necessità sempre più evidente: intercettare prima il disagio, le fragilità relazionali, l’isolamento, la violenza normalizzata e quelle richieste di aiuto che spesso non riescono a diventare voce.

La tutela delle vittime non comincia soltanto quando il danno è già avvenuto. Comincia anche prima, nei contesti educativi, nelle comunità, nelle relazioni quotidiane. Comincia dalla capacità di riconoscere i segnali, ascoltare senza minimizzare, costruire fiducia e responsabilità.

Paola Radaelli: “Il rispetto non si proclama, si educa”

“Il lavoro con le scuole è decisivo, perché è lì che possiamo intervenire prima che il disagio diventi silenzio, prima che la violenza venga normalizzata, prima che una vittima si senta sola”, dichiara Paola Radaelli, presidente di UNAVI e ASPERA.

“La firma con la Provincia di Monza e della Brianza e il confronto avviato con l’Ufficio Scolastico Territoriale sono un passo concreto. Non vogliamo portare nelle scuole una lezione calata dall’alto, ma un percorso fatto di ascolto, responsabilità e strumenti utili. Il rispetto non si proclama: si educa, si pratica e si costruisce dentro le comunità”.

Le parole della presidente indicano il senso del progetto: non una campagna episodica, ma un percorso che vuole mettere insieme istituzioni, scuole, associazioni, realtà sportive e sociali. Una rete stabile, capace di lavorare sulla prevenzione di ogni forma di violenza e sulla promozione di relazioni più sane e consapevoli.

La Brianza come laboratorio educativo

Il progetto “I Semi del Rispetto in Tour” guarda alla scuola come luogo centrale della prevenzione culturale, educativa e relazionale. Non perché alla scuola si debba chiedere di risolvere da sola problemi complessi, ma perché è lì che si incontrano ogni giorno studenti, famiglie, docenti, fragilità, domande e bisogni.

“Questo passaggio in Provincia è importante perché mette insieme le condizioni giuste: istituzioni disponibili, scuola, territorio e Terzo Settore”, sottolinea Francesca Giarmoleo, segretario nazionale di ASPERA e coordinatrice Lombardia di UNAVI.

“La Brianza può diventare un laboratorio serio di educazione al rispetto, con percorsi misurabili, utili e vicini ai bisogni reali dei ragazzi. Ora il punto è passare dalla cornice istituzionale all’operatività nelle scuole”.

È proprio questo il punto decisivo: trasformare il confronto pubblico in azioni concrete. Incontri, momenti formativi, dialogo con studenti e docenti, collegamento con i servizi territoriali, attenzione ai segnali di rischio e promozione di una cultura della responsabilità.

Dalla tutela delle vittime alla responsabilità delle comunit

UNAVI nasce e opera per dare voce alle vittime, ai familiari e a chi vive situazioni di fragilità, ingiustizia o violenza. Ma la tutela non può limitarsi all’ascolto dopo il trauma. Deve diventare anche prevenzione, educazione civica, costruzione di reti e presenza nei luoghi in cui si forma la coscienza delle persone.

Per questo “I Semi del Rispetto in Tour” assume un valore che va oltre il singolo territorio. La Brianza può diventare un modello di collaborazione tra istituzioni, scuola e Terzo Settore, capace di portare il tema del rispetto fuori dalle dichiarazioni generiche e dentro la vita concreta delle comunità.

In un momento in cui il dibattito sulla scuola, sull’inclusione e sul rapporto tra educazione e territorio è particolarmente vivo, UNAVI ribadisce la necessità di tenere insieme competenze, ascolto e presenza istituzionale.

La tutela delle vittime comincia anche da qui: dalla capacità di costruire contesti educativi nei quali il rispetto non resti una parola astratta, ma diventi comportamento quotidiano, prevenzione e protezione.

Restare accanto, prima che sia troppo tardi

Ogni percorso educativo serio nasce da una scelta semplice e impegnativa: non voltarsi dall’altra parte. Riconoscere il disagio, nominare la violenza, ascoltare chi fatica a parlare, aiutare i ragazzi a capire che il rispetto non è debolezza, ma responsabilità.

Con “I Semi del Rispetto in Tour”, UNAVI e ASPERA intendono portare questa responsabilità dentro le scuole, insieme alle istituzioni e alla comunità educante. Perché una società che sa proteggere le vittime è anche una società che impara a prevenire, educare e riconoscere prima i segnali del dolore.

Seguire, sostenere e partecipare alle attività di UNAVI significa contribuire a costruire comunità più attente, più consapevoli e più capaci di non lasciare sole le persone.