Genova e sicurezza urbana: non sono più episodi isolati

Un accoltellamento che non può essere archiviato come cronaca
L’accoltellamento di un ragazzo di 21 anni a Genova riporta al centro un tema che è diventato sempre più evidente: la sicurezza urbana.
Non si tratta più di singoli episodi, ma di segnali ripetuti che indicano una criticità diffusa, che va oltre i confini liguri.
Negli ultimi mesi, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il capoluogo ligure è stato più volte al centro dell’attenzione mediatica per fatti di violenza, aggressioni e situazioni di degrado urbano. Una tendenza che non riguarda solo Genova, ma che qui assume una rilevanza particolare per frequenza e percezione sociale.
Sicurezza: una questione culturale prima ancora che politica
Affrontare il tema della sicurezza significa uscire dalla logica dell’emergenza.
Non è una questione da leggere esclusivamente in chiave politica, ma un fenomeno che ha radici culturali, sociali ed educative.
Quando la violenza diventa ricorrente, emerge un problema più profondo: la perdita di riferimenti, di limiti e di consapevolezza delle conseguenze.
La sicurezza non si costruisce solo con la presenza sul territorio.
Si costruisce nel tempo, attraverso educazione, prevenzione e responsabilità condivisa.
Il ruolo del diritto: certezza della pena e responsabilit
Accanto al piano culturale, esiste un tema giuridico che non può essere ignorato.
La prevenzione passa anche attraverso la certezza della pena e la percezione concreta delle conseguenze per chi commette un reato.
Un sistema efficace deve essere in grado di garantire risposte tempestive, proporzionate e credibili.
Allo stesso tempo, è necessario aprire una riflessione sul ruolo delle famiglie e dei contesti educativi.
La responsabilità non nasce nel momento del reato, ma molto prima: nella formazione, nei modelli di comportamento, nella capacità di riconoscere e gestire il conflitto.
Ignorare questo aspetto significa intervenire sempre troppo tardi.
Prevenzione e educazione: il valore de “I Semi del Rispetto”
In questo contesto si inserisce il progetto “I Semi del Rispetto”, promosso da Unione Nazionale Vittime e Mede@.
Un’iniziativa che lavora nei territori, nelle scuole e nelle comunità per costruire consapevolezza, educare al rispetto e prevenire comportamenti violenti prima che si manifestino.
Non è una risposta simbolica, ma un intervento concreto che punta a incidere sulle cause profonde del fenomeno.
Perché senza un investimento serio sulla cultura del rispetto, ogni intervento rischia di restare parziale.
Non possiamo più limitarci a reagire
Ogni episodio di violenza non è solo un fatto di cronaca.
È un segnale che riguarda l’intera comunità.
Continuare a intervenire solo dopo significa accettare che questi eventi si ripetano, significa inseguire le conseguenze senza affrontare le cause.
Serve un cambio di passo: più prevenzione, più responsabilità, più consapevolezza.
Perché la sicurezza non è un tema da delegare. È una responsabilità collettiva.
Valentina Jannacone
Coordinatrice Liguria – Unione Nazionale Vittime
Membro del Direttivo UNAVI
